Le tre dimensioni della luce
La tanto vituperata nebbia ferrarese nasconde sorprese inimmaginabili, martedì sera ne ho scoperta una: la luce. No, non è un delirio, ho visto per la prima volta la luce. Non come siamo abituati a vederla, spiaccicata sui muri o tremante su uno stoppino, ma in tutte tre le sue dimensioni, robusta, tonda. Un cono giallo che partiva dal faro a dinamo della mia bici e correva secondo una geometria perfetta lungo la strada, materializzato. Avrei potuto sfiorarlo, spezzarlo con un colpo di mano. Non potevo fermarmi, un momento di incertezza e le ruote, rallentando, avrebbero potuto sottrarmi per sempre quello spettacolo grandioso, la dinamo si sarebbe spenta e… non dovevo pensarci, quel fantastico miracolo in fondo dipendeva anche da me. Milioni di minuscole particelle d’acqua diventavano lo specchio fedele di una realtà intangibile. Si prestavano devote ad un gioco di cui molto probabilmente non erano neanche coscienti, davano consistenza, forma, dimensione alla Luce. Povere goccioline, ignare protagoniste di uno spettacolo che non avrebbero mai visto. Triste ho staccato la dinamo.
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postato da lucaiacovone
